{005} La Decima
Diario di Bordo — Giorno 90.
Ne ho accennato nello Spiegone. Qui provo a spiegare meglio di cosa si tratta.
L’idea di destinare una parte di ciò che si riceve agli altri compare in diverse culture, anche se assume forme e significati differenti.
Nella tradizione ebraica troviamo il ma’aser, parola che significa letteralmente “decima parte”. Nell’antico Israele riguardava soprattutto i prodotti della terra e serviva a sostenere i Leviti, ma anche gli stranieri, gli orfani e le vedove. In seguito si è sviluppata la pratica del ma’aser kesafim: destinare una parte del proprio reddito alla beneficenza.
Il cristianesimo ha ereditato questo principio dall’Antico Testamento. Alcune comunità interpretano ancora la decima come il 10% delle proprie entrate da offrire alla Chiesa o a chi si trova in difficoltà. Altre non la considerano un obbligo preciso, ma un invito a donare con regolarità e in proporzione alle proprie possibilità.
Nel sikhismo esiste il dasvandh, che significa anch’esso “decima parte”: una quota dei guadagni ottenuti attraverso un lavoro onesto viene condivisa per sostenere la comunità, aiutare chi ne ha bisogno e finanziare attività sociali.
Nella tradizione islamica le regole sono differenti. La zakat prevede la condivisione obbligatoria di una parte della propria ricchezza secondo percentuali precise, mentre l’ushr — termine che significa “un decimo” — riguarda specificamente una parte dei prodotti agricoli.
Non sono pratiche identiche e non sarebbe corretto confonderle. Hanno però un principio in comune: una parte di ciò che riceviamo viene rimessa in circolo a beneficio di qualcun altro.
Coerentemente con la visione che attraversa Sono Stato Bipolare, considero anche il denaro una forma di energia: qualcosa che deve muoversi, trasformarsi e continuare a circolare.
Passando da una persona all’altra, rende possibili gli scambi, sostiene il lavoro e permette di trasformare un’intenzione in qualcosa di concreto.
Per essere gestito in modo sano, però, il denaro non può soltanto essere ricevuto e trattenuto. Deve anche poter ripartire.
Questo non significa donare nella speranza di ottenere magicamente altro denaro in cambio. La decima non è un investimento fatto con l’Universo e non garantisce alcuna ricompensa.
Serve innanzitutto a fare qualcosa di reale per qualcuno che ne ha bisogno.
Ma serve anche a ricordarci che il denaro è uno strumento, non qualcosa a cui aggrapparsi per paura.
Una parte arriva.
Una parte rimane.
Una parte riparte.
È questo movimento che mantiene l’energia in circolazione e lascia aperto il canale affinché possa continuare a fluire.
Per questo motivo, una parte di ogni incasso di BipoBooks viene destinata a una piccola Onlus che aiuta chi vive in condizioni di estrema difficoltà.
Se vuoi sapere quale e capire meglio come viene utilizzato il resto, trovi tutto nello Spiegone.